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Assemblea UNIC 2019: il successo sta nella sostenibilità ambientale e nel saper comunicare la pelle

Alla fine di giugno, presso l’Università Bocconi di Milano si è tenuta l’Assemblea Annuale di UNIC – Concerie Italiane. Durante l’evento, sono stati presentati i dati di bilancio, sono stati evidenziati i temi più attuali del settore, i rischi e le occasioni di crescita.

Dati e previsioni

I dati di bilancio hanno delineato un 2018 complessivamente poco brillante che, dopo un avvio promettente, ha poco a poco perso slancio, soprattutto nel settore della calzatura. Positivo, invece, è il trend dell’automotive, mentre la pelletteria procede in modo altalenante.

I risultati: la concia vive un periodo di resilienza. Il volume produttivo conciario cala dello 0,9% e coinvolge anche l’Export, senza intaccare il volume degli occupati e gli equilibri distrettuali: il 58% della produzione conciaria proviene dal Veneto, il 28% dalla Toscana e il 7% dalla Campania.

Questo andamento, però, non coinvolge solo l’Italia. È il “comparto pelle” che sta vivendo un periodo di lieve debolezza. E nel 2018 l’Italia ha saputo reagire. Questa situazione ha consentito all’Italia di confermare la propria eccellenza nel mondo. “I nostri primati internazionali si sono mantenuti (65% del valore della produzione UE), se non sono, addirittura, aumentati: 22% del valore della produzione mondiale, eravamo al 17% dieci anni fa; 28% di quota sull’export globale di finito: era il 24% tre anni fa” conferma UNIC.

Sostenibilità ambientale

Pelle Made in Italy è sinonimo di sostenibilità ambientale. L’attenzione verso le tematiche green, l’utilizzo di macchinari e tecnologie capaci di salvaguardare il territorio, l’ottimizzazione dei processi produttivi in modo di ridurre al minimo l’emissione di sostanze dannose e di scarti sono solo alcune delle tematiche che moltissime concerie italiane hanno dovuto affrontare per concretizzare il loro impegno per una Conceria più pulita, più sicura e più ecologica. E questo è quello che abbiamo fatto anche noi in Conceria Tris.

I dati UNIC lo confermano. Negli ultimi 10 anni, la conceria italiana ha utilizzato meno risorse:

  • • -16% di consumi idrici
  • • -8% di energia
  • • -17% di prodotti chimici
  • • -26% di rifiuti prodotti
  • • - 38% di emissioni dannose

 

Il risultato? Abbattimento di COD del 97% e di cromo 3 del 99,5%. A livello internazionale, nessuno ha saputo fare meglio.

Conceria sostenibile significa anche attenzione alle proprie risorse umane e alla salvaguardia della loro incolumità: il numero d’infortuni sul lavoro si è più che dimezzato nel corso degli ultimi 15 anni, con un calo di frequenza del 43%.

Comunicare la pelle

Anche se la sostenibilità ambientale è la pedina vincente dell’Italia, ci sono altre le sfide da cogliere. “Siamo tutti uniti sullo stesso problema: comunicare la pelle.” A confermarlo è Gianni Russo, presidente di UNIC – Concerie Italiane.

Il limite da oltrepassare è quello di ampliare l’orizzonte di pensiero. Le concerie devono capire che il loro universo non finisce con il loro cliente, ma con il consumatore finale. La pelle è un prodotto circolare, è uno dei primi prodotti realizzati nella storia, con radici preistoriche. La storia della pelle coincide con la storia dell’uomo.

Le concerie devono parlare anche al loro consumatore finale e a tutti gli attori della filiera della pelle. Puntare sull’importanza del lavoro artigianale, dell’attenzione verso ogni fase della produzione, nel processo creativo, dell’impegno verso un ambiente e un futuro sostenibile. Parlare della pelle e del suo valore: questa è la sfida che anche noi di Conceria Tris da anni vogliamo vincere.

 

Fonte: laconceria.it

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