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Concia italiana: l’equilibrio perfetto tra innovazione ed export

Sicuramente meno gettonata mediaticamente rispetto ad altri settori, l’industria conciaria costituisce un’eccellenza del made in Italy nel mondo, con il suo mix di creatività, tradizione e capacità di adeguarsi ai cambiamenti della domanda mondiale”. Luigi dell’Olio apre con questo incipit il suo articolo pubblicato qualche giorno fa su repubblica.it, dove viene fornita una panoramica dell’industria conciaria su scala italiana.

La sua analisi dipinge una situazione piuttosto chiara: nel periodo gennaio – ottobre 2017, i volumi di produzione sono cresciuti del +3%. Globalmente, la concia italiana vale il 65% di tutto il fatturato generato in questo settore nell’Unione Europea e il 19% a livello mondiale. Ogni anno, i player italiani importano circa 800.000 tonnellate di materia prima o semilavorate ed esportano le pelli in 110 Paesi, per un valore complessivo di 3,8 miliardi.

Sul fronte dei segmenti di produzione, il progresso maggiore proviene dalla vendita di pelli bovine medio-grandi, seguito in modo più lieve dalle pelli di capra. Al lato opposto, risultano in ribasso il fatturato dei vitelli e delle ovine. Questo trend trova il suo corrispondente nelle destinazioni d’uso, con il settore degli interni d’auto che rimane un segmento particolarmente dinamico, mentre pelletteria, calzatura ed abbigliamento si concentrano nei distretti conciari più “storici”, tra i quali spicca la concia vicentina.

Anche l’export delle pelli conciate ha visto un lieve incremento del +0,7% nel 2017, se paragonato al periodo precedente, trainato dal buon andamento delle vendite verso la Cina (+6%) e la Francia (+5%). Il mercato statunitense, invece, sta vivendo un periodo di leggero rallentamento (-2%), seguito dalla Spagna (-6%) e Germania (-3%).

Questi dati parlano chiaro. Il Belpaese si conferma leader mondiale della Concia. I suoi distretti territoriali e le imprese che li costituiscono provengono da una storia familiare ed artigianale che si fonde e si interseca con il vissuto dell’ambiente circostante. Per questi territori, la concia non è un semplice settore di business, ma rappresenta il simbolo di una rinascita economica ottenuta grazie alla costante ricerca dell’innovazione, alla condivisione di esperienze e competenze tramandate di generazione in generazione e alla ricerca del Bello.

Nel complesso, questi distretti contano la presenza di 17.600 addetti e 1.200 imprese. Tra tutti, il distretto vicentino raduna il 55% del mercato nazionale, seguito dalla Toscana, con il 28,5%. In entrambi i casi, la lavorazione artigianale delle pelli si sta sempre più affiancando all’adozione di tecnologie avanzate all’interno del processo produttivo, che consentono alle aziende di proporre prodotti originali, innovativi e green ai mercati internazionali, fiore all’occhiello del Made in Italy.

 

Fonte: repubblica.it

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