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Dati alla mano: il distretto Vicentino della Concia si conferma e guarda al futuro

La Camera di Commercio parla chiaro: la Concia resta il fiore all’occhiello dell’economia veneta e, in particolare, vicentina. Positivo il trend sul fronte della vendita interna, ma l’Export può migliorare.

La conferma proviene dal rapporto “Economia vicentina flash” redatto dall’Ufficio studi della Camera di Commercio dedicata al settore conciario italiano.

«Se si prende in considerazione il solo settore “Concia in senso stretto” - sottolinea il report - il primato della provincia berica emerge nitidamente nella classifica delle realtà provinciali: Vicenza è comunque sul podio relativamente all’incidenza delle unità locali (più di un quinto sono situate nel Vicentino, un quarto a Pisa e poco meno di un quinto nell’avellinese), mentre la provincia berica conquista la vetta in riferimento agli addetti con la ragguardevole quota del 37,9% davanti a Pisa e Avellino (rispettivamente 24,4% e 10,7%)».

 

La Concia Vicentina: il futuro si tinge di rosa e di giovani imprenditori

I numeri parlano da soli: su 875 sedi d’impresa nel territorio vicentino, due terzi è formato da società di capitale (struttura che permette di semplificare il recupero di risorse finanziarie, di snellire i costi e di introdurre innovazioni sul fronte organizzativo e tecnologico). Inoltre, 153 aziende sono a guida femminile, 65 sono dirette da giovani e 64 da cittadini stranieri. Tutti questi dati sono maggiori rispetto alla media del manifatturiero, a cui vanno aggiunte le imprese artigiane, che rappresentano un terzo del totale.

Che cosa ci dicono questi valori? Che la Concia Vicentina continua il suo percorso di crescita e lo fa guardando al futuro. Attrae categorie di imprenditori differenti, con vissuti, prospettive e culture diverse, ma che non dimenticano la forte tradizione artigianale dei maestri conciari del passato.

Tutto questo, nel suo complesso, non può che portare una ventata di innovazione, originalità e vivacità di cui tutte le realtà del distretto veneto possono beneficiare.

 

L’export: benino, ma si può far meglio

Vicenza è medaglia d’oro, con circa 2,27 miliardi di euro e una quota del 22,5% sull’intero valore italiano”, indica il report. I valori sono lievemente in calo rispetto all’anno precedente (-1,8%). Le pelli vengono esportate in Europa (61,62%), negli USA (+13,4% rispetto al periodo precedente) e la Svizzera (con un calo del 17%).

 

Cosa succederà nei prossimi mesi?

Fare previsioni è difficile. La produzione, il fatturato complessivo e la domanda interna (+1,14% rispetto al periodo precedente) sono stabili, ma Export ed occupazione sono in leggero calo.

Non sbilanciamoci troppo”, commenta Palmerino Bortoli, (fondatore ed amministratore delegato di Conceria Tris). “Questi numeri sono per noi un incentivo a migliorarci, soprattutto sul fronte Export. Il nostro compito – non mi riferisco solo a Conceria Tris, ma a tutti i colleghi vicentini del distretto – è quello di far percepire che dietro alle pelli che realizziamo c’è un processo artigianale preziosissimo, che i nostri padri ci hanno insegnato e che dobbiamo trasmettere ai nostri figli. Questo è il Made in Italy che piace al mondo: una filosofia, un modus operandi e un insieme di valori che vengono percepiti anche nel prodotto finito.

Donne e giovani decidono di investire le proprie energie nella Concia? Beh, credo che questo valga più dei numeri. È un segnale forte e chiaro: le nuove generazioni hanno deciso che Vicenza è il posto giusto per vivere il loro futuro, nello stesso luogo dove i loro genitori e i loro nonni avevano deciso di investire ormai molti anni fa. Adotteranno la tecnologia per innovare e la creatività per dare vita a prodotti nuovi, con la stessa passione e spirito artiginale che abbiamo anche noi. Ad oggi, non sbilanciamoci troppo sui numeri e non sediamoci sugli allori: la strada è tutta in salita!”.

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