News

La Concia torna ad assumere: colmato il gap, saldo positivo

Il dato è positivo: in un anno, l’artigianato veneto ha prodotto 5.000 nuovi posti di lavoro (più del 3%), per un valore assoluto che arriva a 166.49 unità, relativamente alle posizioni da dipendente. Edilizia esclusa, i parametri sono tornati ai livelli del 2012.

Il dato proviene dall’Osservatorio Ebav sulle lavoratrici e lavoratori delle imprese artigiane aderenti all’ente nel periodo 2011-2016 e contenuto nel Quaderno Q1/2017. Grazie ad un contesto economico favorevole, che continua dallo scorso anno (basti pensare che il Pil regionale è cresciuto dell’1,2% a fronte dell’1% nazionale), in un anno i posti di lavoro in Veneto sono passati da 161.730 a 166.489. Il salto è grande: 4.759 persone in più hanno trovato lavoro, per una crescita complessiva del +2,94%.

L’occupazione dipendente torna ai livelli del 2012 ed è un buon risultato. La strada da percorrere è ancora lunga per recuperare il gap creato nel corso degli scorsi 8 anni, ma se le condizioni macroeconomiche si consolideranno, l’artigianato saprà fare la sua parte. Dal 2011 il saldo delle posizioni lavorative è ancora negativo: 4.430 di posti di lavori in meno”, commenta Ebav.

Le province e i settori

La crescita coinvolge tutte le province venete, ma considerando il saldo negli ultimi 6 anni Treviso ha reuperato quanto aveva perduto e si trova con un +0,25. Vicenza riduce il calo a -1,63%, Verona a -2,05%, Venezia. A Belluno il calo è più elevato (-6,25%), seguito da Padova (-5,03%) e Rovigo (-4,48%).

Sul fronte dei settori, alcuni hanno recuperato totalmente il gap, arrivando ad un saldo positivo. La concia è uno di questi. In Veneto, le assunzioni sono state 315 in più rispetto al periodo precedente (+18,6% sul totale) e questo conferma il trend ottimistico evidenziato negli ultimi mesi. In testa, rimangono gli alimentari (+935 dipendenti e +8,15%) e le imprese di pulizia (+792 e +15,8%). Dietro la concia, segue il settore di acconciatori ed estetisti (+297 e +2,8%) e del vetro (+261 e +24,6%). Anche i settori ottica e occhialeria hanno registrato un +3% rispetto al 2011.

Come abbiamo evidenziato in precedenza, la concia si conferma fiore all’occhiello dell’economia veneta e questi dati evidenziano come la Pelle possa rappresentare la chiave di volta per l’occupazione. Creare lavoro, incentivare l’occupazione giovanile, formare i giovani talenti all’antico sapere artigianale e confermarsi nel mercato locale ed internazionale sono gli obiettivi che la concia veneta deve sapere centrare nei prossimi anni.

<<