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La sostenibilità della pelle Made in Italy: il rapporto UNIC 2019

Come da tradizione, negli ultimi giorni dell’anno UNIC (Unione Nazionale Industria Conciaria) ha pubblicato il report annuale mirato a raccontare la sostenibilità dell’industria conciaria e i risultati ottenuti dimostrano quanto la concia nel nostro Paese sia un settore vivo, dinamico e dotato di uno sguardo sempre puntato verso un futuro rispettoso dell’ambiente e delle persone.

La concia italiana guarda avanti, impegnandosi a porsi in relazione all'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, lanciata dalle Nazioni unite nel 2015 per promuovere il benessere dell’uomo e del territorio. Il programma è composto da 17 obiettivi correlati ed integrati, che coinvolgono diversi ambiti dello sviluppo sociale, economico e ambientale del pianeta, in particolare il cambiamento climatico, il consumo sostenibile e la tutela dei diritti umani.

 

IN CHE MODO LA CONCERIA ITALIANA RISPONDE AL FABBISOGNO DEL BENESSERE DEI CONSUMATORI E DEI LAVORATORI?

1. IL PRODOTTO

La pelle è un prodotto rinnovabile e naturale, nato dal recupero dei prodotti dell’industria alimentare. Le sue caratteristiche garantiscono standard di resistenza, flessibilità e capacità di adattamento che lo rendono particolarmente versatile e capace di valorizzare le scelte creative della moda, del lusso, dell'automotive e dell’accessorio.

I processi di lavorazione del prodotto conciario che vengono svolti dalle concerie italiane garantiscono prodotti sicuri e conformi alle normative che regolano l’utilizzo delle sostanze chimiche.

La pelle italiana è il risultato di processi altamente performanti, che consentono al settore di migliorare qualità e produttività di anno in anno. Allo stesso tempo, questi consentono di diminuire drasticamente le emissioni inquinanti, tramite l’utilizzo di trattamenti tecnologici che permettono di ridurre la produzione di rifiuti, migliorando la qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo.

 

2. I LUOGHI DI LAVORO

Salute e sicurezza sul luogo di lavoro sono requisiti fondamentali che le concerie stanno perseguendo, adottando sistemi di sicurezza che rispettino le normative vigenti.

Rispetto al 2003, gli infortuni nelle concerie sono diminuiti del 42%, grazie anche alla formazione specifica del personale in materia di sicurezza sul lavoro. Per le donne in gravidanza e allattamento sono state prese delle misure preventive a tutela della loro salute. Nell’ambito della fornitura, invece, è in crescita il numero delle aziende che qualificano i fornitori in base alle garanzie che possono dare sul rispetto della sicurezza dei lavoratori.

 

3. STANDARD DI QUALITÀ E CERTIFICAZIONI

Pelle italiana è sinonimo di qualità: nella lavorazione, nella finitura, negli effetti stilistici, nelle prestazioni fisico-meccaniche e nella resistenza all’usura. In ambito nazionale ed internazionale, sono state definite diverse norme di riferimento che consentono di stabilire il livello di qualità delle pelli, sul fronte chimico, fisico e prestazionale.

 

4. LE RELAZIONI COMMERCIALI CON I PAESI IN VIA DI SVILUPPO

Import ed export sono fondamentali nel settore conciario italiano. Ogni anno, i conciatori italiani importano pelli grezze e semilavorate da più di 120 Paesi. Non solo. Il settore partecipa a diversi progetti di cooperazione nei Paesi meno sviluppati, con l’obiettivo di sostenere la produzione di materie prime di qualità in ambito conciario (che rappresenta uno dei primi insediamenti industriali che si sviluppano su un territorio).

 

INDUSTRIA ITALIANA E CRESCITA ECONOMICA

Secondo i dati 2018, la concia italiana è formata da 1.200 aziende localizzate in particolari distretti produttivi; dà lavoro a 17.698 addetti e produce annualmente 128 milioni di m2 di pelli finite, per un valore produttivo di 4,9 miliardi di euro.

Il principale distretto produttivo in termini di fatturato e forza lavoro si conferma il Veneto, in particolare la provincia di Vicenza, specializzato nella produzione di pelle bovina destinata alla calzatura, alla pelletteria e all’automotive. È proprio la localizzazione in distretti a diventare il fattore chiave per il successo della concia Made in Italy: collaborazione e competizione si alimentano positivamente, favorendo la flessibilità produttiva delle aziende conciarie.

Ecco perché, all’interno di uno stesso distretto produttivo, le concerie competono tra loro, soprattutto sul fronte dell’innovazione, dell’originalità e della sostenibilità. Ogni competitor diventa il profilo su ogni conceria si confronta, con lo scopo di migliorare i propri standard e di garantire prodotti con livelli di qualità sempre più alti. È un circolo virtuoso di cui ove anche noi di Conceria Tris facciamo parte. Guardiamo alle aziende del territorio con ammirazione e con profondo rispetto, con lo scopo di intraprendere nuove sfide sia sul fronte produttivo, sia sul fronte ambientale. In questo modo, ogni nuovo anno diventa l’occasione perfetta per migliorarci, passo dopo passo.

 

Fonte: UNIC

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