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L’arte conciaria: il processo di rifinizione

I non addetti i lavori possono ritenere che il processo produttivo della lavorazione della concia sia un’attività meccanica e ciclica, ma in realtà le cose non stanno proprio così. Lavorare la concia è un’arte raffinata, complessa, che unisce creatività e precisione, competenza ed esperienza, altissima manualità, estrema sensibilità, elevato gusto estetico, umiltà e profondo rispetto per l’ambiente, per il mondo animale e per i mastri artigiani della pelle che ci hanno insegnato questo mestiere.

Lavorare le pelli è, infatti, uno dei mestieri più antichi. Già dell’origine dell’uomo, i nostri antenati lavoravano il pellame per creare i loro primi abiti, per ricoprire le proprie abitazioni e per proteggersi dalle intemperie. È da qui che l’arte della lavorazione della pelle si è via via perfezionata nei secoli, fino a trasformarsi in un’industria essenziale per l’economia mondiale e nel fiore all’occhiello del Made In Italy.

 

Come avviene il processo di lavorazione della concia?

È un processo articolato e lungo, composto da diverse fasi, che variano a seconda del prodotto finale che si intende ottenere. Una delle fasi principali è quella della rifinizione delle pelli, ossia l’insieme delle operazioni effettuate sulla pelle asciutta e fondamentali per determinare, danneggiare o esaltare le caratteristiche estetiche e tecniche della concia (resistenza all’usura, colore, effetti, sensazioni al tatto, ecc). La rifinizione della pelle può essere di diverse tipologie: rifinizione spruzzo, rifinizione a velo, rifinizione a tampone e rifinizione a rullo.

La rifinizione a spruzzo è una delle tecniche maggiormente usate in conceria per la sua estrema duttilità e permette di definire diverse importanti caratteristiche della pelle. Può, infatti, ridurre l’effetto frenante al tatto, può rendere i pellami anti-appiccicanti e antitrasudanti, può impermeabilizzare la pelle, fissarla o ammorbidirla o infondere un effetto cerato. I macchinari utilizzati in questo processo sono grandi cabine dove vengono inserite le pelli, su cui sono presenti delle pistole che, grazie a movimenti circolatori ad alta velocità, spruzzano finissime gocce sulla superficie della pelle, capaci di cambiarne il colore e le caratteristiche.

La rifinizione a velo (o velatura) viene effettuata quando la pelle deve essere verniciata e si realizza adottando un macchinario dotato di un tappeto sotto il quale vengono fatte scivolare le pelli e di una testa che infonde un velo liquido che tinge la pelle in modo uniforme.

La rifinizione a tampone è uno dei metodi di rifinizione più antichi e tuttora viene adottato nelle lavorazioni artigianali. Consiste nello stendere la pelle su una panca in truciolato, che viene tamponata con una spugna tampone. Questa, tinge la pelle conferendole l’effetto desiderato.

La rifinizione a rullo (o spalmatura) viene impiegata per donare alla pelle delle trame particolari, come la pitonata, la fiorata, o la leopardata. Più di altre tecniche, è particolarmente amata perchè permette di creare prodotti creativi, artistici e originali anche su quelle pelli che, altrimenti, non sarebbero particolarmente apprezzate. Sulla pelle, viene applicata una carta adesiva dove viene riportato il disegno voluto, che verrà poi impresso sulla pelle.

Oltre a questa distinzione, la rifinizione può essere classificata anche come rifinizione meccanica o chimica. La rifinizione meccanica viene impiegata per rendere la pelle lucida, liscia e piatta, per incidere un disegno, per evidenziare l’effetto fiorato, per ammorbidirla e per creare effetti particolari. La rifinizione chimica, invece, è un processo che permette di ricoprire la superficie della pelle con un film di materiale sintetico o naturale, contenente coloranti, opacizzanti, lucidanti e altri strumenti con cui imprimere sulla pelle un determinato effetto. Il mix di entrambe le tecniche permette di dare vita a soluzioni particolari sia nell’estetica sia nella funzionalità e stimola gli stilisti e i designer a proporre prodotti innovativi ed originali.

 

Lavorare la concia in Conceria Tris

Lavorare la concia, quindi, è molto più che un lavoro. È un mestiere artigiano che viene insegnato ai giovani con cura, pazienza ed attenzione. È un lavoro di squadra, dove ogni giocatore ha un ruolo ben preciso da svolgere, ma con un’unica visione condivisa: realizzare un prodotto artigianale, adottando le tecnologie quando queste possono migliorare il nostro lavoro, che simboleggi il Made in Italy nel mondo.

Il risultato che si può toccare e vedere su un abito, su un automobile di lusso o su un articolo di design, noi lo percepiamo già in conceria. Lo immaginiamo, lo progettiamo, lo realizziamo, per consegnarlo nelle mani degli stilisti e dei designer, che lo utilizzeranno al meglio, per rendere perfette le loro creazioni.

 

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