News

L’industria conciaria italiana riprende la corsa all'Export

Dopo due anni di lieve flessione, il Made in Italy della concia riprende la sua corsa verso l’estero. È questa la stima relativa all’esportazione del comparto conciario elaborata dall’Unione Nazionale Conciaria Italiana (Unic), analizzando i dati disponibili sui primi 9 mesi del 2017. Secondo queste informazioni, l’anno scorso dovrebbe chiudere i battenti con un aumento del 9% in termini di volume e dell’1% in valore (più di 4 miliardi di euro).

pelli

 

Il 2018 si apre con buone prospettive. Il settore conciario italiano, composto da più di 1.200 aziende che contano 17.612 addetti e un fatturato annuo di 5 miliardi di euro, si conferma come leader mondiale in termini di tecnologia produttiva e qualità del prodotto. Rispetto alle destinazioni d’uso, si conferma buono l’andamento della domanda nel settore automotive ed arredamento.

A livello mondiale, crescono alcune aree: la Cina, che dopo due anni torna a crescere del 7%, il Regno Unito con un aumento del 7 e il Vietnam, con un incremento del 14%. Restano invariati, invece, i flussi verso gli USA. In Europa, cresce la Francia e rallentano le altre principali nazioni. Diminuiscono le spedizioni verso la Romania, la Tunisia, la Bulgaria e la Serbia, a vantaggio di Albania, Ungheria e Repubblica Ceca.

Come conferma Unic, il buon andamento dell’Export italiano rappresenta una conferma di quanto il contributo dei mercati esteri risulti fortemente maggiorato ed abbia superato, negli ultimi tempi, il 75% del totale della produzione.
Le esportazioni di pellame Made In Italy raggiungono mediamente 125 Paesi e il 26% del commercio mondiale di pelli finite è di origine italiana. In definitiva, questi numeri confermano come l’Italia sia riconosciuta in tutto il mondo come punto di eccellenza in termini di qualità, innovazione e design, capace di interpretare nel modo giusto la domanda, fornendo di stagione in stagione prodotti innovativi, ma realizzati con quel tocco artigianale che continua a fare la differenza.

 

Fonte: Unione Nazionale Industria Conciaria

<<