News

Un semestre da record per i Distretti della Moda

Che l’Italia sia l’unico Paese al mondo che possiede una filiera del tessile-moda-abbigliamento intatta e di altissima qualità è un dato di fatto e lo ha confermato in questi giorni anche Ivan Scalfarotto, sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alla moda e come confermano i dati sui singoli distretti. Il sistema italiano è in grado di coprire ogni area del settore Moda: calzatura, abbigliamento, pelletteria, oreficeria, occhialeria, partendo dalla base della filiera, con il tessile e la concia.

 

CON I DATI ALLA MANO

Su questo tema, la Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo ha elaborato il Monitor dei distretti per Il Sole 24 Ore, che riflette questa ricchezza tutta italiana, che coinvolge Produzione e Creatività e che interessa diverse regioni italiane. La vocazione all’Export trova la sua conferma e i trend positivi per il primo semestre fanno ben sperare per le previsioni dell’intero anno.

In primis, nel 2017 le esportazioni dei primi tre mesi sono salite al 5,3% rispetto al 5,2% dello stesso periodo dell’anno precedente. Le performance migliori sono quelle verso la Francia (+14,7%) e verso la Cina (+12,%). I francesi si confermano, per tradizione, i migliori clienti del Made in Italy e il valore dell’Export del primo trimestre ha sfiorato i 4 miliardi, mentre quello della Cina si trova a quota di poco meno di un miliardo di euro. Ottimi segnali provengono dalle esportazioni verso la Federazione russa, che dopo anni di calo, nella prima parte dell’anno hanno registrato un +12,3%, con volumi poco inferiori a quelli cinesi.

Sul fronte USA, i dati del Monitor confermano quelli già presentati nelle analisi semestrali di diversi brand del Fashion, sia italiani che stranieri. Il valore dell’euro e il clima di incertezza generale (in primis, nei confronti della politica) hanno fatto crescere l’Export solo dell’1%. Tralasciando le percentuali, però, gli States restano il secondo mercato di riferimento, secondo solo alla Torre Eiffel.

 

LE SPECIALIZZAZIONI DELLA FILIERA

I distretti dell’oro e della pelletteria hanno  dato i risultati migliori: nel complesso, hanno generato un +15%, con un picco del +39,5% nel distretto orafo di Valenza e del +36,6% nel caso delle calzature di Arezzo.


Da parte sua, il Fet (Fashion economic trends) della Camera della moda (che comprende: tessile, pelle, pelletteria, abbigliamento e calzatura) prevede per fine anno un aumento del fatturato complessivo di 64,7 miliardi, con una crescita del +2,3% rispetto al 2016. Sul fronte Export, si prevede di sfiorare i 590 miliardi, con un aumento del 4%. Confermati i valori di Intesa Sanpaolo per i mercati esteri.

 

Lo abbiamo detto all’inizio: il Made in Italy del Fashion è un’entità unica nel suo genere, intatta ed autonoma. Riuscire a garantire Qualità, Innovazione, Creatività e Ricerca già dai settori più “a monte” (a partire dal Tessile e dalla Concia) è una condizione essenziale per poter assicurare a tutti gli altri attori della filiera di poter lavorare in modo ottimale e consegnare nelle mani del consumatore finale un prodotto in linea con le aspettative: pregiato, originale e con un tocco artigianale.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore

 

<<